03.05.2011

TERRE DI EUFEMIA

MOSTRA D’ARTE CONTEMPORANEA DEL GRUPPO KOINE’

Inaugurazione domenica 8 maggio 2011

In collaborazione con l’associazione “ Amici del Forte di Gavi “ e il patrocinio della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le Province di Novara, Alessandria e Verbano Cusio Ossola.

 

La mostra è caratterizzata da undici installazioni di grandi dimensioni degli artisti del Gruppo Koinè, ospitate nelle sale dello storico castello. La tematica ideale che guida il percorso delle opere presentate prende spunto da riflessioni relative alla collocazione geografica e alla storia stessa del Forte di Gavi. E’ infatti peculiarità del gruppo Koinè operare nel rispetto e nella suggestione del “topos” e creare opere ad hoc. Queste tematiche insistono su concetti quali il confine, l’incontro delle diversità, lo scambio delle culture. Gavi è “terra di mezzo”, luogo di passaggio, di controllo e supervisione tra il mare e la pianura dell’entroterra separati dalla linea tortuosa dei monti. In senso lato e metaforico diventa emblema di luogo di diffidenza, ma anche di confronto. Di separazione e, per converso, di unione. Di creazione di realtà nuove, imprevedibili, inaspettate.

Luogo di passaggio di nuove merci, di nuove persone e di nuove idee. Luogo di tolleranza e comprensione. Di immigrazione, di scontro, di trasformazione. Luogo di prigionia e libertà.

Come afferma E. Colombo, nel saggio critico introduttivo all’evento, questo è uno spazio di confine e come tutti i luoghi di confine è inevitabilmente caratterizzato dal conflitto perché è il luogo della creazione di nuove regole. E’ uno spazio in cui è faticoso rimanere perché le nostre certezze più care e più profonde possono essere esposte al dubbio, possono scontrarsi con altre certezze per altri care e profonde come le nostre. Il confronto non può risolversi sul piano della conversione dell’altro né sull’abbandono delle nostre certezze. Questo genere di confronti non può avere un esito scontato fin dall’inizio, deve esporsi al conflitto per tradursi in conquista o separazione.

“… lo spazio del confine e ciò che vi può accadere sono inevitabilmente legati ad una dimensione volontaristica, sono ciò che le persone che lo creano e lo abitano possono e vogliono realizzare. Ciò che possiamo sicuramente fare è assumerci la responsabilità per dove e come costruiamo i confini, per chi includiamo e chi escludiamo, per chi ascoltiamo e chi neghiamo.”

Il Forte di Gavi diventa così , come ne “Le città invisibili” di Calvino,  la città di Eufemia. In quella città infatti si va ”non solo a vendere e a comprare ma anche perché la notte accanto ai fuochi tutt’intorno al mercato, seduti sui sacchi o sui barili o sdraiati su mucchi di tappeti, a ogni parola che uno dice, come “lupo”, “sorella”, “tesoro nascosto”, “battaglia”, “scabbia”, “amanti”, gli altri raccontano ognuno la sua storia di lupi, di sorelle, di tesori, di scabbia, di amanti, di battaglie. E tu sai che nel lungo viaggio che ti attende, quando ci si mette a ripensare tutti i propri ricordi a uno a uno, il tuo lupo sarà diventato un altro lupo, tua sorella una sorella diversa. Eufemia, il luogo in cui ci si scambia la memoria a ogni solstizio e a ogni equinozio.”

APPROFONDIMENTO  da  LE CITTA’ INVISIBILI di Italo calvino

Forte di Gavi
Via al Forte – 15066 Gavi (AL)
Tel. ++39-0143-643554
e-mail: info@fortedigavi.it
www.fortedigavi.it

 

SCRIVI UN COMMENTO